Il nero d’Avola, chiamato anche Calabrese o Calabrese d’Avola, è definito il principe dei vitigni siciliani. Il nome sembrerebbe provenire da un’errata traduzione del dialetto siciliano “calaurisi”,derivante da due termini dialettali “calea” – ovvero uva – e “aulisi” – di Avola, borgo della provincia di Siracusa. Richiesto ed apprezzato fin dal 1800, Il vino rosso proveniente da uve nero d’Avola è stato diffuso dai commercianti francesi dell’epoca, i quali lo utilizzavo prevalentemente come vino da taglio per dare colore e corposità ai loro vini. Oggi il nero d’Avola viene esportato in tutto il mondo ed è un vitigno che produce vini di grande struttura e complessità;  ha un colore rosso rubino intenso, brillante e vivace, con riflessi violaci, se giovane, e granati dopo l’invecchiamento.  I vini prodotti dalle uve nero d’Avola  hanno un complesso corredo di aromi: prugna secca, ciliegia, mora, ribes, cioccolato, cuoio e tabacco, chiodi di garofano e liquirizia.

nd

Il syrah, o shiraz, è un vitigno dalle origini controverse in quanto alcuni ritengono che la sua provenienza sia la città di Shiraz, in Iran, mentre altri sostengono che le sue radici storiche siano legate al territorio di Siracusa. Una leggenda narra che fu l’imperatore romano Marco Aurelio Probo a importare il vitigno dall’Egitto con l’intenzione di coltivarlo in Gallia. Le sue legioni passarono dalla città siciliana e qui il syrah avrebbe messo solide radici al punto tale da trasmettere il suo nome all’intero territorio, che da quel momento si chiamò Syrah, Shiraz o Syrach. La forma del toponimo syra (ΣYRA o ΣΥΡΑ) , come nome della città, risulta però già attestata fin dai tempi dell’Antica Grecia, ed appare quindi evidente che la leggenda abbia origini tardive e tenda piuttosto a legittimare il legame tra la qualità di questo vitigno e Siracusa. Il vitigno syrah è uno dei vitigni cosiddetti “ internazionali” e viene ad oggi coltivato in tutto il mondo , dando origine a vini con una buona struttura, di colore rosso rubino dalle spiccate matrici profumate e fruttate, sentori di cioccolato, piccoli frutti neri e spezie, tra le quali la più evidente è il pepe nero.

uva1
nerello-mascalese

Il nerello mascalese è originario della Contea di Mascali, ed è esteso per oltre il 65% nel territorio vulcanico alle pendici dell’Etna. Questo vitigno viene coltivato ad alberello e la sua uva ha una caratteristica forma oblunga, di colore rosso chiaro e una maturazione tardiva : la sua vendemmia infatti viene generalmente effettuata tra la seconda e la terza settimana di Ottobre. Il vino prodotto con il nerello mascalese si presenta di un rosso rubino scarico, tendente al granato; è un vino elegante e longevo, con una buona gradazione alcolica. Gli aromi sono fini con prevalenza di sentori di frutta a bacca rossa e un’interessante  speziatura; il tutto è sorretto da una vivace acidità, tannini eleganti e spiccate note minerali. Il nerello mascalese, inoltre, cambia a seconda della zona di coltivazione,  in quanto ha una notevole sensibilità all’annata e al territorio di provenienza.

nm